125

Pubblicato il 19 agosto 2026 alle ore 20:08

Peso 125 kg.

Etto più, etto meno.

Qualcuno potrebbe pensare: «Un’enormità».

Per me, invece, 125 kg rappresentano un mezzo traguardo.

Il 10 marzo 2026 pesavo 156,5 chili.

Sono passato dalla taglia 66 alla taglia 56.

Riesco ad allacciarmi le stringhe delle scarpe senza bisogno di appoggiarmi al bidet.

Mi taglio da solo le unghie dei piedi.

Sono in grado di salire quattro rampe di scale senza il fiatone.

Salgo su un SUP e riesco, benché in ginocchio, a vogare per mezz’ora.

Le mie mani sono finalmente in grado di pulire ogni parte del mio corpo senza bisogno di ridicole prolunghe.

Non dormo più «seduto» sul letto e le apnee notturne sembrano essere drasticamente diminuite.

Eppure, il mondo intorno a me mi chiede di scendere sotto i 120 kg.

Tutto, intorno a me, sembra essere omologato per questo peso massimo.

La maggior parte delle biciclette, dei tapis roulant, delle canoe, dei monopattini.

Tutto sembra essere progettato o testato per un peso massimo di 120 chilogrammi.

Per questo motivo mi sento ancora escluso dal mondo «vero».

Navigo in un limbo, sospeso tra la XXXL, che appartiene ancora al mondo delle taglie «calibrate», e la XXL, che in molti casi sembrerebbe riferirsi già al mondo delle taglie «per tutti».

Far parte di un mondo fuori dal mondo, però, ha anche i suoi lati positivi.

Come obeso di lunga data, ho sempre apprezzato le voci fuori dal coro, le persone poco schierate, il pensiero non omologato.

Ho sempre apprezzato chi non sente di appartenere alla maggioranza e lo proclama con orgoglio.

Questa condizione mi ha permesso di guardare l’ambiente che mi circonda da una prospettiva sempre un po’ diversa, da un’angolazione che non è quella maggioritaria.

Ha alimentato il mio senso critico e, forse, anche la mia propensione allo stupore per ciò che non comprendo e la curiosità verso ciò che non conosco.

È questione di tempo.

Arriverò a questa dannata soglia dei 120 chilogrammi.

Ma ci arriverò con la consapevolezza che il mio benessere fisico e la mia salute non devono mai essere confusi con il senso estetico massificato, né con il piacere di appartenere al coro.

Perché perdere peso è una cosa.

Perdere se stessi per assomigliare agli altri sarebbe tutta un’altra storia.

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